martedì, 06 maggio 2008


BarFly baby / Never Watch the Moon !


Another day passed
when I waited for you
Another Saturday night gone, wasted
And pain seized me by the shoulders
My eyes dimmed from watching the road
If you see the moon
Tell it not to shine
That it might not see my tears tonight
That flooded the earth
Darkness burst from the window
Your wine grew cold in the glass
Fishing lamps appeared at sea
Endless sea - adorable deep blu greek sea
that i ' ve seen in your mouth and your eyes -
and my own bereavement

Sleep in my arms, tonight, like a Star
there's no hope Left in this world now
that the night stings your body
with blades and kisses
count the pain and leave me alone in the desert

If you remember my dream
I am waiting for you to appear with a song
of the road to appear in my dream
in the summer, when the Star shines,
to be dressed
with Full Light ...

ecco ora il tuo mercurio sparso diventa liquido mentre viene il mattino .
si riversa luminoso nello scrigno dorato della notte
la curva della luna racchiude mille segreti-
gli angeli hanno piccole luci sulla fronte .

come minatori stanchi che escono dalle viscere della terra.

Lefty&me




postato da: orsarossa alle ore 03:39 | link | commenti (117)
Categoria:  texture

 



lunedì, 24 marzo 2008




L’odore di bagnoschiuma in circolo nelle vene e il blu è dappertutto, come un oceano in tempesta intorno al  letto, dove cercare un sonno quieto. Una medusa trasparente  mi respira tra le gambe, ha negli occhi fette di luna, mi guarda vivere e mi vomita paura. O forse è una crisalide bambina, un insetto fluorescente solerte e coscienzioso, un' icona che sanguina. Il sonno non arriva più dolce, come l'avanzare della marea, mi prende violento e chimico come la porta di un ascensore che ti si chiude sulle dita. Dentro la mia testa canto filastrocche per farmi perdonare. (serial queer).
Io non ricordo. Io non dimentico.
So che al mio risveglio, ero maledettamente sensibile.
 (serial QUEEN).
E sempre in cerca di un posto dove sentirsi a casa. Di un odore di dolci al forno, cinnamomo e lavanda.
it's my home  listens to my heartOh baby, baby, f
orse dentro le proprie costole c'è la prima rivoluzione, un monumento d’acciaio conficcato in una torta di neve. Il senso di colpa è un  ballo di gruppo, my little baby, una tarantella, una pizzica pizzica, ma si canta in silenzio, da soli. È la voce del lupoangelo che scova ogive, orifizi, feritoie, punti di transito. E uccide lentamente.

[Splindercontaminazione, cocktail shakerato di impronte digitali, senza principio gerarchico. Bricolage di bassa fattura, sartoria ricontestualizzata, magma di escrementi, tracce, perle, pensieri, cicatrici, molliche, stridìi, per rintracciare il liquido invisibile che lega le parole, perfettamente trasparente, che suda nel monitor.
Siamo Io mutanti, identità gemelle, fiori vivi, spiedini al sangue].

 


 

Mi piace quando sorridi, baby. Anche nel sorriso hai il tuo vestito di lutto, il tuo mosaico d’ametista, la luce trasparente di un lumino da obitorio.
Sarà per il tuo cuore di cristallo purissimo, così soffice, così fragile: una spugna sempre umida che ha assorbito il tempo, ogni taglio di capelli, ogni inizio, ogni away, ogni forever e ogni mai.
Pulsa rabbiosamente, tramestando come un piccolo lupo nello sterco di ferite profondissime. Hai un bellissimo cuore d’oro, baby, e abbracci commoventi per gli squali che lo divorano, con l’avorio candido dei denti, a morsi piccolissimi.
Perdono per i vivi, che ancora non sanno quanto costa, un respiro.

      

 by :Blacksea -il mio fratellino blu- http://vinsechisinascose.splinder.com



postato da: orsarossa alle ore 04:35 | link | commenti (251)
Categoria:  texture, doni meravigliosi

 



martedì, 08 gennaio 2008


Spread me with your golden sperm rain

Quella donna coi suoi bei capelli castani e quegli occhi arrapantissimi e blu mi  era  entrata nel sangue lentamente ed ero in grado di sentire perfino l'avvicinarsi della sua sindrome premestruale o i suoi battiti di ciglia ..quando le accarezzavo le mutandine di pizzo tabacco gettava indietro la testa e socchiudeva le labbra e mi chiamava per nome come se soffiasse dentro un cono di vetro.. non riuscivo a sfuggirle..sapeva della mie grotte di nebbia e dei miei black out..dell'odore che aveva la mia pelle dopo  il sesso e  la neve allo small ..mi si offriva nuda e tremante come un agnello sacrificale ,come salomè mi danzava eterea e carnale in certi notti d'assenza e d'assenzio al capolinea dei miei incubi d'avorio nelle mie polluzioni di ragazzo quindicenne ..nell'austero tailleur che faceva di mia madre una  divina angelica Maestra Romantica,un'attrice muta in un film noir ..con coralli ai polsi e cascate di perle sull'ansimare del petto...mi stava devota e genuflessa come fossi il suo dio chupa chupa da succhiare in tondo con la lingua  di spezie e tequila ...ecco ...QUESTA donna che era la vecchia mathma dei diseredati,la puttanitsa dell'orgasmo cinetico ..avrei dovuto farla a pezzi e mangiarla lentamente..dopo averla presa e suonata col mio flauto di pan e urlata e fatta zucchero di sperma e sciabordio d'onde e di sangue che cola mentre mi implorava"SPALMAMI..."..il mio colore ..il mio seme..la mia arte a modellarla a smidollarla(e smadonnarla) fin sotto la cartilagine ..dentro l'aorta recisa ..imbandirla per il banchetto degli dei e tenermi per ricordo solo l'osso Sacrocavo del suo inguine ..la povertà lussuriosa delle sue orbite vuote..farla combaciare con me.esattamente.come il mare con il cielo.meravigliosamente.


postato da: orsarossa alle ore 01:10 | link | commenti (96)
Categoria:  texture

 



giovedì, 27 dicembre 2007




l'ultima volta che
ho riso davvero
era un tramonto
d'nverno.
la mattina dopo
t'avrei trovato morto .
overdose.
un quadro di bosh
l'ultima tua visione notturna.

poi,
le mie pareti
a sgretolarsi.

ma quella sera
eri cantico di labbra rosse
mi soffiavi sulle mani
per scaldarle
mi chiamavi
principessa della neve ed
avevo occhi a spillo e
un tempo lungo
di sogni e canzoni.
di noi due ad amsterdam o
a perderci per mesi
tra le lenzuola .
ho riso forte
mentre ti salutavo dal treno.
ho riso di gioia
perche' tu
mi facevi facce buffe e
mi mandavi piccoli baci
con la punta delle dita.

poi
tu
eri morto.

il giorno dopo.
alle nove.
eri
gia'
morto.

e non ho mai piu'
saputo ridere.
ne'essere divertente.
ne'essere divertita.

oggi c'e' qualcuno qui,
che ha smosso la terra
del mio giardino arido.
un ragazzo strano.
cosi'volubile.

lui fa un teatrino speciale
solo per me.

fa magie e
cammina sul filo e
salta
dentro il cerchio di fuoco.

e sa
come farmi male e
come guarirmi.

ed io non posso
non amarlo.
e' riuscito a farmi sorridere.
di nuovo.

dopo tutto quel dolore.

certe volte e' come se sentissi la tua volonta' di ferirmi davvero e profondamente.il mare dentro.thalassa.il mare sulla punta arrotondata del coltello del pane.le cose dette tra le righe.
le rughe che disegnano sentieri sulle nostre fronti.
e le fontane degli occhi.con zampilli di grasse lune lontane.
ti sono specchio e sposa e compagna di giochi.
certe volte e' un colpo al cuore quando mi sorprendi alle spalle.
giochi coi miei capelli li intrecci con piccoli nodi sottili.
certe notti mi lasci sapore metallico in gola.mi trattieni il respiro.mi tagli la lingua.come se volessi liberarti di me.definitivamente.e allora sento la trafittura sul polso e
gia' immagino lo squarcio e la ferita.e l'alba di un giorno immobile.senza il tuo riflesso.il precipitevole pozzo dell'ansia.
il tumulto del cuore che arde e si disperde.nel vento.
avvicino la tua fotografia.zoom.mi esci dallo schermo.
che dolore non toccarti.che dolore essere un fantasma.
che meraviglia averti incontrato.che tenerezza
le tue mani.





postato da: orsarossa alle ore 01:59 | link | commenti (76)
Categoria:  texture, soul food

 



PRESENZA/ASSENZA/LATENZA/


Blogger: orsarossa
"Io sono una pagina per la tua penna. Tutto ricevo. Sono una pagina bianca. Io sono la custode del tuo bene: lo crescerò e lo ridarò centuplicato. Io sono la campagna, la terra nera. Tu per me sei il raggio e l'umida pioggia Tu sei il mio Dio e Signore, e io sono terra nera e carta bianca."




stai solo cucinando te stesso.a fiamma lenta...my dearest.e la carne si frolla .macera in spezie e assorbe sapore. cosi' e'che non trovando cibo per l'anima la notte ci tagliamo in piccoli pezzettini (a forma d'anice stellato)e diventiamo SOULFOOD . quel dio offri' la sua carne ma noi oltre lui ci mangiamo.cannibali. e a te che sollevi profumi d'incenso anche ora ,riscaldato,nel pomeriggio languido io alzo il calice dell'opulenta poverta'e della meraviglia. tu che mi sei donato . e allora mi chiedo ..che potremmo mai dirci nella quiete del bosco ?nell'agio di una banda d'amici alcolici nella villa sul fiume? mi divorerebbe la fame del corpo e vorrei commenti fisici .vorrei essere sottoPOSTa a carezze ..e poi ? come potrei tornare nel guscio senza rimpiangerti sempre ...? cosi' ora di tutti i cibi del tuo banchetto regale io sono regina seduta al tuo fianco.ogni sapore tuo ho sulla lingua.come persefone incedo nel tuo sonno e ti veglio e mi prendo cura di te. che tu non ti spezzi che tu non mi muoia che tu non evapori che mi resti attaccato all'osso . mi faccio brodo d'alghe marine ..capelvenere e melograno ..chicco spezzato tra i tuoi denti..fornace di lussuria agonica..tormento creativo e sospiro muto.. *sigillati avremo gli occhi eppure ..ci vedremo ancora riflessi*


Credits:

Template e Grafica
by Andy Violet



Time to Horsy

To Orsetta*

Il banchetto delle ore *I write this book for LEFTY:my greek boy*

Scars

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