missis strangelove | angelus novus

sabato, 31 maggio 2008


I KILLED MISSIS STRANGELOVE



Ho ucciso missis Strangelove.
e non provo alcun dolore.
la testa ficcata dentro il forno
stamattina all'alba.
ha sciolto le sue ultime lacrime
sulla mia torta di mele .
c'è voluto tempo
per farla smettere di respirare .
tremava come un agnello impaurito e
stava per commuovermi ancora.
ma sono stata inflessibile.
perchè al ragazzo greco
non piacciono le lunghe agonie e
il vintage dei sentimenti e delle abitudini.
lui ama le cose che si trasformano e
gli danno ali e gioia .
ho pensato che per ballare
il sirtaki sulla spiaggia
bisogna togliersi le scarpe.
la sabbia devi sentirla calda sotto i piedi .
ho fatto come mio padre ,
quando sparò in fronte
al suo cane malato di rabbia.
un colpo secco ,preciso,in piena fronte.
solo un piccolo sussulto delle labbra
mentre scavava la buca per seppellirlo.
nessuna frase del tipo" Amore mio"
è più forte di ciò che lui ha di me.
quello che doveva sapere è stato detto.
viene il tempo nuovo
del nostro alfabeto asimmetrico .
io divento un altra donna ancora e
gli sto di fronte .
serenamente.
'che il mio giardino è sopraffatto di rose e
il calore delle sue mani
è penetrato nella mia terra .
inesorabile.
ora sto attorno ai suoi fianchi e
in ogni sua vertebra e
ne accolgo i respiri e gli hangover e
i voli altissimi e le cadute.
e provo a ridere di me e
a trattarmi in modo spietato.
a diluire le mie emozioni
senza travolgerlo.
'che lui le trovi morbide e
non si senta mai stretto
in nessun nodo.
'che siamo angeli davvero.
onde di mare altissime.



postato da: orsarossa alle ore 17:35 | link | commenti (24)
Categoria:  missis strangelove, solve et coagula

 



martedì, 12 febbraio 2008


stand inside your love

Missis Strangelove odiava il lunedì.
A dire il vero odiava il ripetersi dei giorni  ma il lunedì in particolare la deprimeva più del solito.Le ricordava certi centrini a punto croce che sua madre la obbligava a ricamare da bambina.
Con quelle ridicole figure tipo"uccellini che cinguettano felici sul ramo"o "piccoli fiori con casetta e prato e gattino che fa MIAO". Nella sua mente non c'erano giorni nè mesi nè anni ma solo un lungo tempo infinito arrotolato stretto e tenuto fermo con un elastico  per capelli.Mentre lei ricamava i ragazzi oltre la siepe facevano il gioco di "toccarsi e ridere" e lei si pungeva apposta le dita con l'ago per risentire quel brivido sotto la pelle.Era riuscita poche volte soltanto a giocare con loro e ancora sentiva le ginocchia tremare al pensiero del piccolo Lefty che le accarezzava i seni con una lucertola morta e sanguinante tra le mani.Lei doveva stare immobile e con gli occhi chiusi.Se fosse stata brava  lui l'avrebbe baciata mettendole la lingua in bocca e poi si sarebbero rotolati nell'erba alta,ridendo come matti e con le guance rosse come due rubini  sotto il sole.Lui le avrebbe fatto toccare il suo piccolo pene diritto e duro come un ramo di quercia e poi insieme avrebbero guardato quella cosa bianca che usciva ,come schiuma da un letto di rose. A lei piaceva tanto la faccia del piccolo Lefty in quell'istante preciso.Lui diventava bello come un angelo ,spalancava gli occhi e a lei sembrava che con la bocca divorasse la luna.Poi diventavano timidi e non si parlavano per ore.Lei lo seguiva sugli scogli,tra il mirto e i carrubi .Lui camminava veloce e cantava a bassa voce.Certe vecchie canzoni rebetike che aveva imparato dalla nonna,una zingara bellissima con gli occhi blu come il mare di Aya Napa al tramonto.Prima di lasciarsi lui le conficcava le unghie nel polso ,lasciandole una scia rosata come il graffio di un gatto selvatico.Lei correva a casa leccandosi via il dolore .Lo faceva scivolare giù tra le cosce e poi lo lasciava dilagare ,come quando piove d'improvviso sul grano d'estate....
Pensava a tutto questo,Missis Strangelove..mentre il bicchiere cadde e si frantumò in mille pezzi sul pavimento della sua cucina.L'odore aspro della vodka riempì la stanza.Le si riempirono gli occhi di lacrime.Ma nessuno se ne accorse.Dentro lo schermo,nel Plasma, vide Lefty che le correva incontro.Si avvicinò e giocarono ancora.
Come ai vecchi tempi. 


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Categoria:  missis strangelove

 



domenica, 07 ottobre 2007





postato da: orsarossa alle ore 00:05 | link | commenti (81)
Categoria:  missis strangelove

 



mercoledì, 05 settembre 2007


L'oscura purezza dei gigli



missis strangelove segue una cometa che le fa luce nella testa.da qui a venezia ci sono venti minuti di autobus .i ragazzini bengalesi profumano di curry ed hanno grandi occhi smarriti.vanno a vendere le rose ai signori.dalla terraferma al mare cambiano gli odori.mi metto Tristezza.e ti penso a ogni passo.'che non puoi più bastarmi qua dentro .che certe sere ho visioni così splendide che vorrei dirtele subito.come di questa donna che cammina nella pioggia.avrei voluto che tu avessi visto i suoi occhi.oh..amore mio ..erano ghiaccio e fiamma insieme.ed io ho sentito tutto il peso della sua croce e ho avuto voglia delle tue mani ad accarezzarmi i capelli. e sto pensando ai mille modi in cui ti trovo e ti perdo.alla trappola dorata che c'e' dentro e oltre questo schermo.alle cose che sai di me e alle cose che fingi di non dirmi.
sul ponte dei giocattoli c'era un mazzo di fiori per terra .e i turisti ci camminavano sopra.e forse una donna stava piangendo in qualche vicolo.e un uomo beveva in un locale pieno di gente e fumo .
e missis strangelove stava sotto la pioggia e aveva un maledetto nodo alla gola.e non le usciva piu' niente.
andava alla deriva.scomparendo.un piccolo punto lontano.qualcosa che c'era stato e che il vento aveva disperso.e ripeteva il tuo nome dentro il sangue.lo incideva sui muri con lo sguardo.se tu l'avessi vista
non avresti potuto non amarla.



postato da: orsarossa alle ore 03:37 | link | commenti (144)
Categoria:  missis strangelove

 



PRESENZA/ASSENZA/LATENZA/


Blogger: orsarossa


Io sono una pagina per la tua penna. Tutto ricevo. Sono una pagina bianca. Io sono la custode del tuo bene: lo crescerò e lo ridarò centuplicato. Io sono la campagna, la terra nera. Tu per me sei il raggio e l'umida pioggia Tu sei il mio Dio e Signore, e io sono terra nera e carta bianca


Il banchetto delle ore
ανοίγω το στόμα μου και ρίχνω έξω τη θάλασσα



stai solo cucinando te stesso.a fiamma lenta...my dearest.e la carne si frolla .macera in spezie e assorbe sapore. cosi' e'che non trovando cibo per l'anima la notte ci tagliamo in piccoli pezzettini (a forma d'anice stellato)e diventiamo SOULFOOD . quel dio offri' la sua carne ma noi oltre lui ci mangiamo.cannibali. e a te che sollevi profumi d'incenso anche ora ,riscaldato,nel pomeriggio languido io alzo il calice dell'opulenta poverta'e della meraviglia. tu che mi sei donato . e allora mi chiedo ..che potremmo mai dirci nella quiete del bosco ?nell'agio di una banda d'amici alcolici nella villa sul fiume? mi divorerebbe la fame del corpo e vorrei commenti fisici .vorrei essere sottoPOSTa a carezze ..e poi ? come potrei tornare nel guscio senza rimpiangerti sempre ...? cosi' ora di tutti i cibi del tuo banchetto regale io sono regina seduta al tuo fianco.ogni sapore tuo ho sulla lingua.come persefone incedo nel tuo sonno e ti veglio e mi prendo cura di te. che tu non ti spezzi che tu non mi muoia che tu non evapori che mi resti attaccato all'osso . mi faccio brodo d'alghe marine ..capelvenere e melograno ..chicco spezzato tra i tuoi denti..fornace di lussuria agonica..tormento creativo e sospiro muto.. *sigillati avremo gli occhi eppure ..ci vedremo ancora riflessi*





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