portami a Gavdos amor mio dove la ninfa Calipso tenne prigioniero Ulisse portami lontano dal mio perfetto panoptikon tienimi avvolta nella sindone cupa dei tuoi pensieri notturni che risplenda al tuo petto come diadema in rosso corallo longitudine del tuo occhio madreperla delle tue labbra mattanza del tuo cuore
fammi splendida nel tramonto rosso ebbro di vino premimi come sul seme tuo preme la terra feconda il mio immaginario magnifico col tocco morbido della tua voce nell'etere.