della tua voce mi cattura il timbro ellittico e
il retrogusto amaro
come di foglie che cadono
dentro un viscerale autunno
inevitabile.
mi scuoti e
sei sinuoso
come tango
luciferino
quando ridi
multiforme e
improvviso,
un orgasmo
tattile
un dèjàvu
che ho nel sangue
rappreso e
che solo ora
comprendo
(oh..amor mio..)
l'incanto
del tuo intento
il mercurio fluido
nella gola
questa distanza
anomala
ammalia di malìa
male mi fa
mi ottunde e
in fremiti
scomposta e sacra e
squartata vacca e
tu mia punta di lama e
graffio e
graffito e
soffio e
piuma e
poi tu implume
sortisci
sortilegio e
lecchi il timpano e
come l'ansa di un fiume
mi risali e
sai
di sole e
sale e
soli noi
dentro
lo
specchio.
muti.