Nel magma caldo del Tabasco eravamo come miele per le mosche -la libidine di un sogno di fenicotteri rosa senza testa e cervi macellati in un giardino di viole e l'aria che tira -le nuvole di fumo e il ground Zero dei desideri -come san francesco col lupo predicavamo a fondo sguardo -surfing d'occhi e consolazione -mentre eri il mio gigolò e il padre affettuoso che mi copriva le gambe -e i tuoi baci un madrigale liquido notturno -mentre la mia mano sulla schiena ti accarezzava le ali -e poi era l'alba livida fuori-con luci da obitorio -e noi -ancora ragazzi-seduti per terra -a mordere la luce del giorno.
"Io sono una pagina per la tua penna.
Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.
Io sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo ridarò centuplicato.
Io sono la campagna, la terra nera.
Tu per me sei il raggio e l'umida pioggia
Tu sei il mio Dio e Signore, e io
sono terra nera e carta bianca."