
ancora non sai cosa fare di quei pezzi.
hai provato in mille modi a ricomporli.a distruggerli completamente o semplicemente a dimenticarli ,come si dimentica un'ombrello su un tram(perche' prima pioveva e poi il sole spacca le pietre) .
il dolore di tua madre
t'ha reso così schiavo (e schivo)
e così libero.
sei stato l'angelo della sua morte?
hai steso l'ala compassionevole sul suo ultimo sorriso stanco ?
(o forse ,gia' non c'erano piu' sorrisi)
qualcosa s'è spezzato (senza fare nessun rumore).
ora una diga altissima contiene le tue acque vorticose.ripeti che non ami più,che "non sei stato programmato per questo".
eppure
straripi
di emotivita' alluvionale,
come un virus contamini chi t'avvicina e ti trova .
allora diventi beffardo,
teneramente bandito ,aria di lontananza ,musica rebetika,guizzo di colori,cerimonia funebre e orgiastica.
ritorni seme.ritorni al ventre.
come Melanthos il nero,sei una personificazione di Dioniso.
ora tu partorisci colei che t'ha partorito.
un unico canto.
un'incanto.
ruota di pavone ..seduci il dolore.
dici"mai più.un'unica volta è bastata a finirmi."
così la culli e l'allatti per sempre.
sei la Madre di tua Madre.
(ed io,piccola donna in fiamme,
che posso dire?
"ti sto accanto..my dearest"
niente piu' di questo.)