
Una corolla smeraldina di brusii fino al punto in cui il rumore dell' acqua prendeva il sopravvento .
Era blu e biondo quel giorno .
La sete dei ciclamini non poteva andare delusa .
Si schiantava fra antri e grotte sottomarine ,con sorde esplosioni , invadeva il fondo fangoso del fiume ,dove i sassi erano sciami d'api furibonde,
la faceva fluttuare con i suoi capelli verdi , -enormi parrucche di alghe che nella corrente si muovevano come gonfaloni ,o cavallucci marini -continuamente risucchiati tra fondali bui. Giaceva abbracciata alle pareti di alghe ..protetta , come un bambino nell'utero, o un gabbiano ferito in sosta su un mare agitato d 'inverno... la sua pura nudità tersa come un erotema ... Roccia calcarea che andava degradando fino al fiume ,dove la luna e'un'osso di seppia divorato dalla corrente.. La sua anima veniva levigata e affilata come una lama di rasoio dalle rocce , si confondeva con danze d'erbe ondeggianti e arruffate dal respiro dell'acqua . Intagliata da una sega da traforo , tagliuzzata senza ragione ..uno spesso tratto di buona terra da ingoiare ,una tomba vuota con dentro un'abito da sposa.
Una scimmia alla catena nel tormento del mancato respiro. Nell'estasi di riuscire a catturare l'aria .
Coralli dalle sfumature irreali , sublimi fiotti liquidi onirici e poi
sul fondo d'ossidiana..
i ciclamini e gli anemoni , e le fragole ,
luccicanti come neve fresca .