mercoledì, 27 febbraio 2008


KARMACOMA

la mattina presto in piena scimmia
pulivo tutto il fornello con il cotone.
schizzi di laudano bello marrone come cocacola
cercavo come una pazza i vecchi cucchiai e
le polveri nascoste nei giorni delle vacche grasse
chiusa all'interno con piscio di gatti e gatti affamati
le lenzuola sporche a galleggiare nella vasca da bagno
mi sono iniettata filtri ribolliti mille volte
incapace di trascinarmi fuori
finiti i bei tempi dei pompini ai dottori
finito il grasso tipo delle cinquantamila
che ora diceva"non mi basta più guardarti bambina"
e stavo come un cartoccio di bucce secche di mela
tremante catatonika isterika
avendo eccitazioni o visioni incubi epidermici spasmi
e pensavo sbatterò la testa forte contro il muro e
mi scoppierà e mi farò male e sanguinerò e
finirà tutto questo
ora tu mi hai fatto ricordare e dimenticare.
non ho cercato questa storia.
non ti ho chiesto di esserci.
questa storia era scritta.
e tu sei venuto.
mi trovarono stesa per terra e
poi mi fecero dormire per tanti giorni.
io non ricordo.
io non dimentico.
so che al mio risveglio
ero maledettamente sensibile.
come quando
t'ho incontrato.

(..ho detto MIAOOO alla ragazza che fa la statua in piazza della Repubblica..tu ed io abbiamo sorriso nello stesso istante..)


postato da: orsarossa alle ore 11:07 | link | commenti (124)
Categoria:  eretika/frenetika

 



martedì, 26 febbraio 2008


A caked called cocked

Ad ogni nuova primavera il melo selvatico si trasformava in un ombrello di fiori rosa e le viole del pensiero bucavano il prato come piccole forchettine d'acciaio nel ventre di un pesce azzurro-il suo cuore stanco brillava specchiandosi nei grossi vasi di gelatina di more-tutta la cucina le girava attorno e le muoveva le vesti leggera, come fosse una sera danzante di ouzo e cannella...stava silenziosa impastando carne e cumino..ed era felice nel vedere i piccoli souffle royal gonfiarsi piano e poi la sera prima di mettere la crema sul viso ,e la retina e la resina e i sogni perduti.. proteggeva le orecchie con batuffoli di cotone e sugli occhi una fascia di broccato nero a difenderla dalla crudeltà dell'aba... d'improvviso le falene si radunarono strette come un grumo di sangue rappreso sulle ginocchia sanguinanti di un bambino,.materne e incendiarie come un'alchimia di latte e benzina ,nella gelida visione di stalattiti di ghiaccio..
Il profumo tonificante dell' erba appena tagliata la prendeva alla gola e ricordava con chiarezza quanto fosse stato bello un tempo vivere in quel luogo .. lenzuola bianche e trapunte ricamate con cavallini a dondolo ..e le mattine trascorse a cercare sassi e conchiglie ,con le piccole mani aperte come foglie di mandragora ,e il sole alto e amichevole ,giallo e dorato come un biscotto all'avena...
ma una notte le lucciole si persero sulla spiaggia inseguendo una nuvola splendente
e all 'improvviso si sentirono fragili come vetro sottilissimo..
come sul punto di fare qualcosa che in cuor loro -on the lion heart - sapevano essere cattiva ..
avevano trovato consolazione in strane cose -
si erano scoperti a sorridere fra loro
a non pagare i conti
e a pensare - "questo è nostro" -
e non si dispiacevano piu tanto di stare il sabato sera soli in casa ,con
una musica calda e un poker di piccole carezze impercettibili..
il ripetersi dei giorni sempre uguali li specchiava nudi e tragici in un'identico desiderio di fuga.. gli alberi sembravano scheletri scuri contro il cielo azzurro quella primavera ..un gatto sfrecciò veloce proprio sopra la tastiera ..
lui dipinse sulla pietra due falci di luna e lei col rosso del suo sangue ci scrisse parole saporite come anacardi e croccanti come spring love rolls.. lei lo seguì poggiando i piedi dentro le sue impronte..lui si nascose tra gli scogli ma cantò sottovoce per farsi trovare..poi
sul grande tavolo di marmo spezzato a metà impastarono l'ultima torta di mele - fecero l'amore con tenerezza mentre lievitava nel buio.
Nel forno misero a cuocere i loro cuori-dopo esserseli strappati dal petto...i loro occhi li lasciarono sulla finestra ,spalancati guardavano giù..verso la terra delle rose.

Trovarono le porte spalancate e tutte le lenzuola stese sull'erba ad asciugare.Un portagioie con una ciocca di capelli castani e un dente del giudizio sigillato dentro una bustina di zucchero.Nessuno seppe mai nè come ,nè perchè.
Ora a Kipros va di moda questo dolce speciale.Dicono che se lo assaggi una volta ti sembra di mangiare Dio.

(a DUET withLEFTY)


postato da: orsarossa alle ore 02:14 | link | commenti (29)
Categoria:  duets, lefty gorgeous, leftyspermyhorsywoman

 



mercoledì, 20 febbraio 2008


è tutto giù nel ventre....

 

La tua speed art è una deriva dolorosa e sofferta eppure c'è il seme di una gioia infantile che la feconda e la fa germinare -io ti sento tutto qui -nella tua stuporosa solitudine -nelle agonie dei tuoi giorni che si ripetono -nelle pieghe del tuo corpo scomposto e fiero -nelle tue catarsi notturne nei tuoi ripensamenti mattutini-
ti scrivi addosso-graffiandoti -lasci il segno sulla mia pelle bianca-buchi lo schermo -sei metallico di coca e fumoso d'oppio -sei la nenia di piccole bambine madri che come Anastasia ti inteneriscono il cuore
sei il virus che ho nel sangue e che ora riposa e non mi fa morire.
il mio anticorpo ,il corpo che voglio leccare con la lingua e farlo a pezzi con piccoli morsi leggeri e ricomporlo tra le mie braccia come un icona immacolata .
perchè qui,dentro ogni tua parola ce ne sono altre mille che si muovono in modo vorticoso
-dove solo noi possiamo percepirle-

solo noi
nel giusto e semplice Modo.
La nostra Vita è nuda.
La nostra Morte sara' una tempesta di rose.

 








postato da: orsarossa alle ore 15:11 | link | commenti (130)
Categoria:  your mother of devotion

 



martedì, 12 febbraio 2008


stand inside your love

Missis Strangelove odiava il lunedì.
A dire il vero odiava il ripetersi dei giorni  ma il lunedì in particolare la deprimeva più del solito.Le ricordava certi centrini a punto croce che sua madre la obbligava a ricamare da bambina.
Con quelle ridicole figure tipo"uccellini che cinguettano felici sul ramo"o "piccoli fiori con casetta e prato e gattino che fa MIAO". Nella sua mente non c'erano giorni nè mesi nè anni ma solo un lungo tempo infinito arrotolato stretto e tenuto fermo con un elastico  per capelli.Mentre lei ricamava i ragazzi oltre la siepe facevano il gioco di "toccarsi e ridere" e lei si pungeva apposta le dita con l'ago per risentire quel brivido sotto la pelle.Era riuscita poche volte soltanto a giocare con loro e ancora sentiva le ginocchia tremare al pensiero del piccolo Lefty che le accarezzava i seni con una lucertola morta e sanguinante tra le mani.Lei doveva stare immobile e con gli occhi chiusi.Se fosse stata brava  lui l'avrebbe baciata mettendole la lingua in bocca e poi si sarebbero rotolati nell'erba alta,ridendo come matti e con le guance rosse come due rubini  sotto il sole.Lui le avrebbe fatto toccare il suo piccolo pene diritto e duro come un ramo di quercia e poi insieme avrebbero guardato quella cosa bianca che usciva ,come schiuma da un letto di rose. A lei piaceva tanto la faccia del piccolo Lefty in quell'istante preciso.Lui diventava bello come un angelo ,spalancava gli occhi e a lei sembrava che con la bocca divorasse la luna.Poi diventavano timidi e non si parlavano per ore.Lei lo seguiva sugli scogli,tra il mirto e i carrubi .Lui camminava veloce e cantava a bassa voce.Certe vecchie canzoni rebetike che aveva imparato dalla nonna,una zingara bellissima con gli occhi blu come il mare di Aya Napa al tramonto.Prima di lasciarsi lui le conficcava le unghie nel polso ,lasciandole una scia rosata come il graffio di un gatto selvatico.Lei correva a casa leccandosi via il dolore .Lo faceva scivolare giù tra le cosce e poi lo lasciava dilagare ,come quando piove d'improvviso sul grano d'estate....
Pensava a tutto questo,Missis Strangelove..mentre il bicchiere cadde e si frantumò in mille pezzi sul pavimento della sua cucina.L'odore aspro della vodka riempì la stanza.Le si riempirono gli occhi di lacrime.Ma nessuno se ne accorse.Dentro lo schermo,nel Plasma, vide Lefty che le correva incontro.Si avvicinò e giocarono ancora.
Come ai vecchi tempi. 


postato da: orsarossa alle ore 01:22 | link | commenti (197)
Categoria:  missis strangelove

 



PRESENZA/ASSENZA/LATENZA/


Blogger: orsarossa
"Io sono una pagina per la tua penna. Tutto ricevo. Sono una pagina bianca. Io sono la custode del tuo bene: lo crescerò e lo ridarò centuplicato. Io sono la campagna, la terra nera. Tu per me sei il raggio e l'umida pioggia Tu sei il mio Dio e Signore, e io sono terra nera e carta bianca."




stai solo cucinando te stesso.a fiamma lenta...my dearest.e la carne si frolla .macera in spezie e assorbe sapore. cosi' e'che non trovando cibo per l'anima la notte ci tagliamo in piccoli pezzettini (a forma d'anice stellato)e diventiamo SOULFOOD . quel dio offri' la sua carne ma noi oltre lui ci mangiamo.cannibali. e a te che sollevi profumi d'incenso anche ora ,riscaldato,nel pomeriggio languido io alzo il calice dell'opulenta poverta'e della meraviglia. tu che mi sei donato . e allora mi chiedo ..che potremmo mai dirci nella quiete del bosco ?nell'agio di una banda d'amici alcolici nella villa sul fiume? mi divorerebbe la fame del corpo e vorrei commenti fisici .vorrei essere sottoPOSTa a carezze ..e poi ? come potrei tornare nel guscio senza rimpiangerti sempre ...? cosi' ora di tutti i cibi del tuo banchetto regale io sono regina seduta al tuo fianco.ogni sapore tuo ho sulla lingua.come persefone incedo nel tuo sonno e ti veglio e mi prendo cura di te. che tu non ti spezzi che tu non mi muoia che tu non evapori che mi resti attaccato all'osso . mi faccio brodo d'alghe marine ..capelvenere e melograno ..chicco spezzato tra i tuoi denti..fornace di lussuria agonica..tormento creativo e sospiro muto.. *sigillati avremo gli occhi eppure ..ci vedremo ancora riflessi*


Credits:

Template e Grafica
by Andy Violet



Time to Horsy

To Orsetta*

Il banchetto delle ore *I write this book for LEFTY:my greek boy*

Scars

siipaziente in -conservati il mio a...
orsarossa in -conservati il mio a...
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