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martedì, 25 settembre 2007
what remains / what I always had
mercoledì, 19 settembre 2007
MOTHER OF VIOLENCE
mia madre in tutte le foto di famiglia ha sempre un'espressione tristissima.sembra una martire.mi dice sempre che lei e' come un parafulmine.deve parare tutti i colpi.deve mediare tra noi figli e mio padre.se non fosse per la sua religione cattolica ,così piena di sensi di colpa, mia madre sarebbe una rivoluzionaria.invece si è plasmata su mio padre.ha rinunciato.per il quieto vivere.altrimenti sarebbe stata una ribelle.ora sta nel verde paesino in montagna.io so che non le piace ma lei si ostina a dire che è bellissimo.c'è l'insalata nell'orto e le galline fanno tante uova.mio padre uccide un coniglio per il pranzo della domenica e lei lo deve pulire.lo deve fare a pezzi.anche se le fa schifo.mia madre cucina benissimo.fa la pasta fatta in casa.io le ho dato molti dispiaceri.e anche lei a me.quando vado a casa mi fa provare i suoi abiti smessi e dice che dovrei vestirmi un pò piu' da signora.pensare al mio futuro ,alla pensione.'che si invecchia.'che ci si ammala.mia madre non sa della mia malattia.le avrei spezzato il cuore,dicendoglielo.
anche mia madre scrive poesie.le pubblica sul giornalino della parrocchia e mi telefona per leggermele.anche lei come me è innamorata di un suo dio.scrive per i compleanni delle amiche per il nuovo parroco per la gatta lorenza morta l'anno scorso.scrive perfino per gli alberi che vede dalla finestra.
mia madre era molto bella e lo è ancora.ha gli occhi esattamente come i miei. non sa stare in silenzio e quando ci sono ospiti tira fuori il servizio di piatti migliore e parla tanto ,anche di cose che non conosce.cerca di accontentare tutti.certe volte l'ho vista piangere.tante volte l'ho sentita cantare.coltiva le sue rose in giardino ed ha una scatolina sul comodino con dentro una croce e la mia fotografia.

"MA VAFFANCULO ORSAROSSA..tu e tutto i tuoi ricordi del cazzo.qua dentro non ci sai stare.qua dentro si finge e si cazzeggia.si sta emozionalmente distaccati.ci si scambia le gifs e le songs.ci si commenta e ci si scrive gli MP e gli OT. e invece tu sei davvero convinta che quel tuo ragazzo greco possa "davvero"sentirti.mi fai pena.sei una povera frustrata patetica.a lui di te non gliene frega niente.e tu sei una povera scema.forse la droga o l'aids ti hanno mangiato il cervello."

martedì, 11 settembre 2007

certe mattine io ero come pazza.
cercavo tutti gli anelli di stagnola
in giro per la casa.
li aprivo
per pulirli col cotone bagnato.
La madonna nel cucchiao
era una puttana isterica.
mi urlava nello stomaco.
certe mattine
mi sono fatta il niente,
pur di farla tacere.
pur di vedere
il riflusso del sangue
nella spada.
ma,
senza certi inferni
non avrei saputo mai
di certi paradisi.
mercoledì, 05 settembre 2007
L'oscura purezza dei gigli
 
missis strangelove segue una cometa che le fa luce nella testa.da qui a venezia ci sono venti minuti di autobus .i ragazzini bengalesi profumano di curry ed hanno grandi occhi smarriti.vanno a vendere le rose ai signori.dalla terraferma al mare cambiano gli odori.mi metto Tristezza.e ti penso a ogni passo.'che non puoi più bastarmi qua dentro .che certe sere ho visioni così splendide che vorrei dirtele subito.come di questa donna che cammina nella pioggia.avrei voluto che tu avessi visto i suoi occhi.oh..amore mio ..erano ghiaccio e fiamma insieme.ed io ho sentito tutto il peso della sua croce e ho avuto voglia delle tue mani ad accarezzarmi i capelli. e sto pensando ai mille modi in cui ti trovo e ti perdo.alla trappola dorata che c'e' dentro e oltre questo schermo.alle cose che sai di me e alle cose che fingi di non dirmi.
sul ponte dei giocattoli c'era un mazzo di fiori per terra .e i turisti ci camminavano sopra.e forse una donna stava piangendo in qualche vicolo.e un uomo beveva in un locale pieno di gente e fumo .
e missis strangelove stava sotto la pioggia e aveva un maledetto nodo alla gola.e non le usciva piu' niente.
andava alla deriva.scomparendo.un piccolo punto lontano.qualcosa che c'era stato e che il vento aveva disperso.e ripeteva il tuo nome dentro il sangue.lo incideva sui muri con lo sguardo.se tu l'avessi vista
non avresti potuto non amarla.

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PRESENZA/ASSENZA/LATENZA/
 "Io sono una pagina per la tua penna.
Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.
Io sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo ridarò centuplicato.
Io sono la campagna, la terra nera.
Tu per me sei il raggio e l'umida pioggia
Tu sei il mio Dio e Signore, e io
sono terra nera e carta bianca."
Credits:
Template e
Grafica
by Andy Violet
Time to Horsy
To Orsetta*
*I write this book for LEFTY:my greek boy*
Scars
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