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venerdì, 31 marzo 2006

ci fu dato un tempo di silenzi da assaporare come miele in punta di lingua, ci fu dato uno sguardo senza cornice.
graffio su parete.
assonanza.
(fummo cosi' tentati dal vederci).
se gia' le nostre voci erano cosi' carezzevoli, pasta di mandorle e assenzio ci sarebbe stata la carne.
ma fu la paura dello specchio. a frenare.
se riflessi saremmo scomparsi.
inevitabilmente.
mercoledì, 29 marzo 2006

ogni giorno alle due ljuba era in piazza vetra, gonfia di coca,dentro la macchina blu. diceva"dammi i soldi e sparisci che c'e'madama in giro". io prendevo il mio grammo e andavo dalla farmacista gentile. "un'insulina e una fiala d'acqua distillata" e le pastiglie di veramon 'che nella scatolina ci scioglievi la roba. poi,mi cambiava il passo volavo via. se li hai visti anche solo una volta sai come camminano i tossici che hanno l'eroina nelle tasche. tutti sbilanciati in avanti. come sospinti dal vento. mi cercavo un posto bello, una tana,una culla come fanno i cani randagi feriti per morire da soli. e certe volte era cosi' duro trovarmi una vena, che me ne stavo li' col braccio sanguinante, col terrore che il poco sangue entrato otturasse l'ago. io ci parlavo, con la mia spada, come fosse il mio amore. le dicevo"vai bella,prendila, non lasciarla scappare". la chiamavo la mia vena ballerina. una gran bastarda. come quando hai voglia di fare l'amore e non c'e' nessuno che ti ama. le dicevo"adesso ci sei, vai diritta al cuore". poi entrava usciva mista al rosso cupo, brown, e la sentivi in gola e stavi li' e non eri gia' piu' li'. ed eri una bambina perduta in un parco macchine, con alberi e rottami per terra e allora vedevi le cose attraverso, stavi immobile dentro di te, chiusa come il fermaglio di una collana, tutte le perle dei tuoi pensieri scivolate nell'ombra. un senso di ritorno, di radice, un volo in estensione. poi la strada e l'assenza. il percepire te stessa come dissolta nell'acido.
domenica, 26 marzo 2006
t'attendo dove il bosco si fa molle di muschio e le parole leniscono mali. chiusa come in scorza di frutto. lucente. 'che tu possa sgranarmi in preghiera. corolla corona di spine rosario roseto che hai seminato.
libera il tuo lupo alla catena. che di luna sogna.
rincorrimi e giocami senza ragione.
giovedì, 23 marzo 2006
metto questa foto esagerata perche'noi due siamo esagerati sempre.
i mostri e i sogni che ci divorano hanno bocche col retrobottega.
tu sei sempre il mio fornaio affaccendato e io la tua torta di mele.
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PRESENZA/ASSENZA/LATENZA/
 "Io sono una pagina per la tua penna.
Tutto ricevo. Sono una pagina bianca.
Io sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo ridarò centuplicato.
Io sono la campagna, la terra nera.
Tu per me sei il raggio e l'umida pioggia
Tu sei il mio Dio e Signore, e io
sono terra nera e carta bianca."
Credits:
Template e
Grafica
by Andy Violet
Time to Horsy
To Orsetta*
*I write this book for LEFTY:my greek boy*
Scars
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