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sabato, 29 ottobre 2005"...Lascio me stesso alla terra del vino e delle rose ,per nascere dall' erba che amo, se ancora mi vuoi cercami sotto le suole delle tue scarpe , nelle tasche bucate del tuo capottino anni settanta logoro. (leftyboy and walt whitman)
giovedì, 27 ottobre 2005![]() sono alta solo un metro e sessantacinque. posso farti un lavoretto stando in piedi. puoi accarezzarmi la testa intanto o cuocerci sopra un uovo al tegamino. ho la testa bollente. ho occhi lucidi come una vecchia madonna delle lacrime. io non mi perdero' niente di te. ti terro' nella mia bocca di muschio finche'sarai in pace. poi guarderemo vecchi film muti. daremo da mangiare ai gatti. staremo stesi nell'ombra ad ascoltare i rumori della strada. la morte ci passera' accanto senza prenderci la morte ci guardera' giocare. cosi' intimi e soli. mercoledì, 26 ottobre 2005![]() "ORSA and GEORGES BATAILLE" potessi davvero penetrare lo schermo gia' caldo / ti guizzerei in profondo ardore / inondandoti di Me / sono la Puttana del blog / mi adagio su ognuno aderisco e mi plasmo per accondiscendere / per farmi tormentare / piccole bambole gotike cadono nella trappola ma al primo morso sobbalzano / gridano "non farmi male" ma io ho i circuiti lenti / tace ora metallica la mia lingua/ solo il freddo mi disturba ma non riesce a commuovermi/ mi fa da sfondo il diamante grezzo del tuo cuore l'ouzo che berremo ridendo nel nostro giardino delle rose/. "Mia puttana mio cuore Io t'amo come si caga Inzuppa il tuo culo nella tempesta circondata di lampi E' la folgore che ti fotte un pazzo sbraita nella notte che irrigidisce come un cervo O morte io son quel cervo che divorano i cani la morte eiacula sangue". domenica, 23 ottobre 2005![]() ![]() giorni fa un'amico mi ha telefonato per dirmi che nell'ultimo libro di Francesca Mazzucato"L'anarchiste" , figuravo tra le persone che lei ringraziava.D'istinto mi sono un po' arrabbiata,date le passate dicussioni sorte sul fatto che lei tempo fa avesse copiato alcune cose di elos e di malacarne,due bloggers che conosco e che amo molto.Poi mi sono detta...no in fondo e' una cosa bella che tutti ci contaminiamo e forse lei leggendomi ha avuto sensazioni buone e per questo mi ringrazia(me,con tanti altri..fra cui..elos e malacarne...) Poi sfoglio il libro ed a pagina 230 ci trovo praticamente una mia poesia scritta di getto e postata martedi' 19 ottobre 2004,appena tornata da londra..e qui mi arrabbio di nuovo,non tanto per l'operazione in se'ma perche'lei l'ha modificata in modo tale da snaturane il senso.e con che diritto? io parlo di" lefty"perche' e' a lui che pensavo spesso.e non di "massi"..che non so' chi sia e sara' ua storia di francesca..io parlo del cesso a "seven sisters" perche' e' li' che davvero ho disegnato un cuore sanguinante e non di "seven pence" .e poi sulla mia borsa comprata a camden c'e' scritto veramente"drugs kills"e non "free tibet"e...molto altro ancora..alcune frasi poi..le piu' intense sono copiate senza alcuna modificazione.Ora ,io mi chiedo, cosa e' che davvero mi fa male in tutto questo? Niente,il mio blog e' libero tutti possono prendere e copiare,pero' e' una questione di etica e di buongusto non snaturare una storia che io ho realmente vissuto e che vivo.La Mazzucato certamente si e' data da fare piu' di me per pubblicare le sue cose,io sono pigra e indolente,non ho conoscenze nel campo dell'editoria.ho scritto una mail ad una casa editrice in tutta la mia vita e non mi hanno risposto.pero' quella storia era mia.e la orsa e' la orsa.e lefty e' lefty.Tutto qua.volevo dirlo. poi ho fatto una lunga discussione col mio compagno e lui mi ha scritto questo. io lo condivido. ma ,voi mi conoscete...col mio cuore di burro un po' sono triste e un po' felice. insomma..non si rubano pezzettini di cuore.. io davvero vorrei un giorno vedere il libricino di"orsa&lefty"cosi' come mi e' uscito,da queste stesse dita che battono ora nervose sui tasti. ******** "Scrivere non ha altra funzione:essere un flusso che si congiunge con altri flussi" G.Deleuze Se proviamo a pensare al divenire della letteratura oggi o comunque del fatto dello scrivere, del narrare affetti ( e cos’altro si può narrare se non quelli?), non possiamo fare a meno di considerare il suo “mezzo” – sia nel senso di strumento che proprio nel suo essere nel mezzo di qualcos’altro, per esempio tra la vita e la morte, tra l’oppressione e la rivoluzione…- e quindi valutare come se è pur vero che ciò che diceva Deleuze è una regola sempiterna solo adesso la regola da inconscia si fa conscia, si installa lì dove deve stare: in superficie. Così che tutti e tutte la possano vedere bene. E farne un po’ quello che si vuole. Internet, la Rete, la cooperazione (in)volontaria, ha reso reale la verità di Deleuze. Se io scrivo non lo faccio per emozionare, non lo faccio per raccontare la mia vita (e chi se ne frega della mia o della tua vita) ma per dire la vita stessa. “Una” vita. Così, singolare-qualunque. Ma per fare la vita si deve inventare il flusso e essere capaci di farlo scorrere e congiungere con gli altri flussi. Questa è l’arte dello scrivere. Quando hai sfogliato il libro di Francesca Mazzucato in un primo momento ti chiedevi se fosse corretto l’inserimento di segmenti di carne scritta - la tua nel caso (se ha senso dire “tua”) - nel racconto di un’altra vita, se fosse possibile pensare che uno/a che scrive possa farlo ricorrendo ai flussi di affetti di altri/e. No, sbagliavi proprio l’impostazione del problema, perché la verità è che il tradimento è gia contenuto nell’atto stesso di scrivere e quindi nel far partire il flusso. Se il flusso è vero allora inevitabilmente si congiungerà. Se è falso morirà ancora prima di essere partito. Non c’è più “mio”, “tuo”, “suo”, c’è solo il flusso comune nel quale scorrono tutti i flussi di “una” vita. Oggi la letteratura è davvero la scrittura dell’essere-comune, la potenza letterale della rivoluzione. Tutto il resto non conta, perché ciò che è morto non vale la pena che sia nemmeno pensato. Ti ci trovi bene, in definitiva, nell’essere come una delle protesi che vivono nella vita di altri. |
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