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venerdì, 30 settembre 2005![]() Hai fatto del mio vuoto un'incanto. Ti sei infilato nel mio respiro. Deglutito e rifluito nelle vene. Infusa di te soffusa nella tua penombra. Perduta , quando mi chiami fantasma e non mi riconosci. La sirena ha squame d'iride occhi d'oltremare e conchiglie e perle tutt'intorno. Cosi' tu l'hai dipinta. Quei colori non sfumano. Quel mare e' sempre immenso. Chi ama la morte e' folle d'amore. mercoledì, 28 settembre 2005![]() ![]() ![]() ...DICONO DI ME..SUL MIO LETTO di MORTE.. orsa rossa Non amo le droghe di nessun tipo, mi sono estranee, ma credo che uno che ha iniziato avrà avuto i suoi motivi. Una volta ero drogato di libri, e di musica ma non credo siano la stessa cosa, per quanto… orsa rossa dice dell’eroina e della malattia con una sorta di orgoglio rassegnato, una presa d’atto molto sobria, eppure identificatoria. Gli scrittori come lei sono chiamati maledetti. Si sente che lei ha pudore, ma che in fondo sa che non può essere che così. Gli scrittori come lei sentono molto, perché avere questo grande talento e nello stesso tempo passeggiare a braccetto con madame la mort ha qualcosa di straordinario per la vita comune. Una sorta di cartolina dall’inferno, se mi passate il termine banale ed enfatico. Non si può non evitare di andarne fieri, in qualche modo. Grida sommessamente, orsa, carezzata da amici, che in lei identificano il loro senso di impotenza, la pietà a volte melodrammatica che può strappare qualche sentito aggettivo. Così orsa rossa rischia di diventare il padre pio della maledizione che si riconcilia. Anche questo è inevitabile. Mi piacerebbe chiederle se avrebbe scelto comunque l’eroina dopo aver vissuto il suo quotidiano. E se il suo talento si è affinato nella dipendenza, e nella malattia. Fatto sta che lei ha davvero un enorme talento. E con tutte le cazzate che pubblicano ad esempio a Stile Libero dell’Einaudi, lei ci farebbe una bella figura. Non ho nessuna forma di patetica pietà nei suoi confronti, mi piacciono assai poco le foto che posta, il sarcastico grand-guignol delle sue foto, il burroughsismo che piove da ogni parte, non mi piace che la gente si specchi in lei. È una grande scrittrice, perchè nel suo scrivere c’è una necessità, e un solo modo in cui le cose che nomina chiedono di essere nominate… non commentiamola in modo così lagnoso e personalizzato. An Angel at our table.. Lancé dans le réseau par: Dawidh à 14:32 | CARLOTTAde WEIMAR ____________________ CARA ORSA ROSSA, ECCOMI, DOPO LUNGA ASSENZA. TI ASPETTO DA ME, DOVE HO PUBBLICATO UNA RECENSIONE DI GRANIERI ("Blog Generation"), E VORREI SAPERE CHE NE PENSI. TI RIPORTO QUI UNA MIA RISPOSTA AL COMMENTO MOLTO INTERESSANTE DI DAWIDH AI TUOI TESTI. 00:15, 28 settembre, 2005 Ho molto apprezzato, Dawidh, il tuo commento. Sono del tuo stesso avviso: orsa rossa possiede un grande talento, da scrittrice di razza. Susan Sontag disse, di Artaud (un autore che sia io che orsa rossa amiamo moltissimo): "è uno dei grandi, audaci cartografi della coscienza in extremis". Ecco: la "coscienza in extremis" parla, e ci parla, nel momento stesso in cui il dolore, il grido, la lacerazione e l'eccesso prendono forma di parola, diventando materia prima della costruzione poetica. E' accaduto ad Artaud e ad altri "cartografi" dell'eccesso. Solo la strada dell'eccesso, diceva Blake, ci conduce al palazzo della saggezza... Orsa rossa si muove nell'eccesso, lo rappresenta e lo trasfigura poeticamente, creando in chi la legge partecipazione, empatia, sconvolgimento emotivo, perturbamento intellettivo. Tu dici: "orsa rossa rischia di diventare il padre pio della maledizione che si riconcilia". Non lo credo davvero. Credo invece - almeno questo è il mio modo di leggerla - che il suo messaggio abbia il magico potere di far risuonare, nel lettore partecipe, parti spesso nascoste, denegate, misconosciute... Il dolore e l'eccesso, quando diventano, per l'appunto, cartografia della coscienza in extremis, hanno un profondo valore terapeutico. Artaud parlava di una "musique de la parole qui parle directement à l'inconscient". Anche la parola di orsa rossa produce in me questa vibrazione. Su una cosa sono d'accordo: il corredo iconografico del blog è troppo spesso ridondante (fa parte anch'esso dell'eccesso, in una certa misura)...comunque sia, una parola così radicale ed estrema, come quella di orsa rossa, non ne avrebbe bisogno. Il "grand-guignol delle sue foto" appare davvero superfluo. Quando entro nel suo blog "scavalco", se così si può dire, le immagini, per andare al dunque...un dunque che non avrebbe bisogno di altri diversivi. Un caro saluto Mario heteronymos domenica, 25 settembre 2005![]() allora sarai il mio ragazzo spring roll ti mettero' sopra una salsina agrodolce nel pomeriggio di ruggine lecchero' le tue apparizioni staro'ore legata e divaricata dentro la tua mente poi dietro di te lucente come un'ippocampo ti faro' sentire in paradiso spleen dismessa e traslocata come una sposa in crinolina blu con una noia totale per la vita tuttintorno con un rigurgito strano di eclissi e di ellissi di santa pornografia sintetica osmotica dove noi vediamo solo innocenza il mio liquor cola dentro allo schermo tocco in continuazione il mio centro ho orgasmi brevissimi che durano SOLO un istante piccole scosse magnetiche sottocutanee non avverto nessun cambiamento di clima eppure calpesto foglie d'autunno mentre kile fa la sua vetrina infernale e tra il rosso cupo e la fiamma ci mette angeli col petto aperto e gli intestini di fuori e sotto le ali tutte le pochette di miu miu i guantini coco' i cavalli di hermes .. come eravamo belli dentro..my dearest.. e come siamo isterici ora siamo immobili e affranti completamente persi nel meccanico quotidiano che taglia e trita e scompone e ci squama e divora tu ed io siamo ancora nudi nel fondo siamo miopi quasi ciechi per troppa luce non abbiamo nessuna paura reale nessun desiderio abbiamo perso le chiavi siamo in un posto lontano dove c'e' solo silenzio. (e il silenzio fa' un rumore terribile). venerdì, 23 settembre 2005
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